Women's Empowerment in Tech

Tre strategie per navigare le sfide STEM

Serie: Women’s Empowerment in Tech · Episodio 5 di 6 · vedi tutti gli episodi

Abbiamo guardato le barriere interne e quelle esterne. Ma come si fa, concretamente, ad attraversarle? Ecco tre strategie pratiche, da usare insieme.

1. Riconoscere e accettare le emozioni

Il primo passo è ascoltare i segnali del corpo, distinguendo tra la paura paralizzante e la pre-occupazione: quell’atto consapevole che informa e attiva. Questa consapevolezza ci permette di usare le emozioni per quello che davvero sono: una fonte essenziale di informazione ed energia.

È importante farlo subito, perché le emozioni sono come un bicchiere: se lo reggi per pochi secondi non fa male, ma prova a tenerlo su per un’ora, o per un’intera giornata… il peso diventa insostenibile.

2. Creare sicurezza psicologica

Significa contribuire a costruire ambienti dove tutte e tutti si sentano liberi di alzare la mano ed esporsi. Come? Sconfiggendo quella che la studiosa Amy Edmondson chiama l’epidemia del silenzio.

Da un lato, evitando i comportamenti che nascono dalla paura e la diffondono: criticare gli altri, svalorizzare pensieri e suggerimenti che il gruppo non sostiene, rinunciare a chiedere aiuto o a dire la propria.

Dall’altro, attivando comportamenti coraggiosi: fare una domanda per capire meglio invece di temere di sembrare incompetenti, offrire aiuto senza timore del rifiuto, rompere il ghiaccio con una parola o un’idea. O, semplicemente, alzare la mano per ammettere di aver provato anche noi la sindrome dell’impostore.

3. Cercare e costruire connessioni

La paura isola, il coraggio crea connessioni. Usiamo tutte le occasioni che troviamo per stare con altre persone che affrontano le nostre stesse sfide — soprattutto quelle occasioni che non costano nulla ma sono un grande investimento sul nostro futuro.

Apriamo le finestre, usciamo a cercare persone come noi: quelle che hanno le nostre stesse difficoltà, quelle che le hanno superate e possono raccontarcelo, quelle che ne hanno di diverse e che quindi possiamo aiutare, sperimentando la nostra forza. Entriamo nei network e creiamo network, lasciamoci incuriosire da ciò che è fuori dalle nostre abitudini.

E infine, cerchiamo una mentor: una persona che sia un passo avanti rispetto a noi nell’esperienza, e che abbia voglia di condividerla.

Nell’ultimo episodio, due storie dimostrano che tutto questo non è teoria: si può davvero trasformare l’impossibile in possibile.


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Isabella Flecchia — Executive & Business Coach, credenziale PCC di ICF, 4.000+ ore di coaching.
ImpulsoFuturo — Costruire alleanze tra persone e tra persone e tecnologia.
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