Quando il cambiamento riguarda prima di tutto te.

A volte la richiesta di cambiamento non nasce da un'azienda, e il percorso del cambiamento non è una scelta organizzativa. A volte è la persona stessa a sentire che il modo in cui ha affrontato la propria realtà fino a quel momento non funziona più. Oppure che è arrivato il momento di evolvere.

Una nuova responsabilità. Una decisione difficile. Un equilibrio che chiede di andare oltre i propri confini. Il bisogno di fermarsi a riflettere prima di compiere il passo successivo. È in questi momenti che alcune persone ci cercano.

Non sempre chiedono di "fare coaching". Cercano piuttosto uno spazio in cui poter ragionare senza dover dimostrare niente. Dove farsi domande, mettere ordine nei pensieri, osservare la propria situazione da prospettive diverse e trovare le risposte che sentono più autentiche. In fondo, cercano soprattutto una cosa: vedere con maggiore chiarezza.

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Le storie sono diverse.
La domanda, in fondo, è spesso la stessa.

C'è chi guida un'azienda. Chi coordina un team. Chi sta entrando in un nuovo ruolo. Chi vuole capire se è il momento di cambiare. Chi deve prendere una decisione importante. Chi, semplicemente, vuole un confronto serio, libero da aspettative e giudizi.

Come posso trovare un modo più autentico di stare in relazione con me stesso, con gli altri e con il lavoro, perché la mia vita abbia più senso?

Per noi il coaching non significa motivare, dare consigli o avere la risposta giusta. Significa creare le condizioni perché le risposte possano emergere, attraverso ascolto, presenza, rispetto, confronto e apertura. È avere un partner che cammina accanto a te per un tratto di strada, aiutandoti a vedere con maggiore chiarezza e a scegliere con più consapevolezza la direzione da prendere.

ImpulsoFuturo nasce da oltre quarant'anni di lavoro con organizzazioni, leader e team. Ma ogni cambiamento organizzativo, prima o poi, passa attraverso una scelta individuale. Dietro ogni strategia c'è qualcuno che deve decidere. Dietro ogni trasformazione c'è qualcuno che deve trovare il proprio modo di abitarla.

Il coaching può diventare un percorso. Ma non è detto che un percorso sia sempre la scelta giusta. Prima di tutto è importante capire se può nascere un'alleanza di lavoro, uno spazio di fiducia in cui costruire insieme. Per questo preferiamo cominciare da una conversazione. Per ascoltarci, conoscerci e capire se possiamo esserti davvero utili.

Le domande
più frequenti.

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Il coaching è solo per manager, o serve a chiunque?

Il coaching nasce spesso in ambito organizzativo, ma non è riservato ai manager. In realtà, può essere utile a chiunque stia affrontando un qualsiasi tipo di cambiamento, o comunque senta il bisogno di fermarsi a riflettere con maggiore chiarezza su una fase della propria vita.

Molte persone arrivano al coaching perché stanno assumendo nuove responsabilità, devono prendere una decisione importante, desiderano ritrovare il proprio equilibrio oppure sentono che il modo in cui hanno affrontato finora alcune situazioni deve evolvere.

Non è il ruolo a fare la differenza. È la volontà di comprendere meglio ciò che sta accadendo e di scegliere come affrontarlo.

Quanto è riservato un percorso di coaching?

La riservatezza è un principio fondamentale del coaching.

Tutto ciò che emerge durante gli incontri rimane strettamente confidenziale.

Questo permette di parlare con libertà, esplorare dubbi, timori, idee e decisioni in uno spazio protetto, senza il timore che quanto condiviso venga riportato ad altri.

Il coaching si può fare online?

Sì.

Molti percorsi si svolgono online e permettono di lavorare con la stessa profondità degli incontri in presenza.

La modalità viene scelta insieme, in base alle esigenze della persona e agli obiettivi del percorso. Per alcune situazioni è possibile alternare incontri online e in presenza.

Come si svolge il primo incontro?

Il primo incontro è un momento di conoscenza reciproca.

Serve a comprendere la situazione che stai vivendo, gli obiettivi che desideri raggiungere e a valutare insieme se il coaching è il percorso più adatto.

Anche per chi ha il ruolo di coach è importante capire se può esserti realmente utile. Se un’altra figura professionale è più indicata, te lo diremo con trasparenza.

Che differenza c'è tra coaching e psicoterapia?

Coaching e psicoterapia hanno obiettivi e ambiti diversi.

La psicoterapia si occupa del benessere psicologico della persona, delle difficoltà emotive e della sofferenza che possono richiedere un intervento clinico.

Il coaching, invece, accompagna persone che desiderano sviluppare maggiore consapevolezza, affrontare un cambiamento, prendere decisioni o raggiungere obiettivi personali e professionali.

Se durante il primo incontro conoscitivo emergesse una situazione che richiede un diverso tipo di supporto, lo diremo con chiarezza. Crediamo che il rispetto della persona venga prima di tutto.

Come capisco se ho bisogno di un coach?

Non c’è una ragione o un momento specifico per cercare il supporto di un coach.

Può essere utile quando senti che continuare a fare le cose come hai sempre fatto non ti aiuta più.

Forse devi prendere una decisione difficile. Forse stai vivendo un cambiamento importante. Oppure desideri solo confrontarti con qualcuno che ti aiuti a osservare la situazione da prospettive diverse, senza dirti cosa fare.

Se ti riconosci in una di queste situazioni, un primo incontro può aiutarti a capire se il coaching è lo strumento più adatto e se sei di fronte alla persona giusta per accompagnarti in questo percorso.

Che cos'e' l'executive coaching e a chi serve?

L’executive coaching è un percorso di accompagnamento individuale rivolto a leader, manager e C-suite che operano in contesti ad alta complessità e in continua trasformazione.

Non si basa su soluzioni predefinite, ma sostiene lo sviluppo della capacità di leggere le situazioni, esplorare alternative e prendere decisioni coerenti con la propria visione.

Attraverso il dialogo, la riflessione e la sperimentazione di nuovi comportamenti, il coaching favorisce un’evoluzione della leadership che può generare risultati sostenibili nel tempo.

Un percorso prevede generalmente da 6 a 10 sessioni distribuite nell’arco di almeno sei mesi.

Quanto dura un percorso di executive coaching e quanto costa?

Un percorso di executive coaching dura generalmente dai 6 ai 10 mesi, in funzione degli obiettivi, del contesto professionale e delle esigenze della persona o dell’organizzazione.

Le sessioni hanno una durata compresa tra 60 e 120 minuti e si svolgono normalmente con cadenza quindicinale o mensile. In alcuni casi possono essere progettati anche percorsi più brevi, quando gli obiettivi sono circoscritti.

L’investimento varia in base alla durata del percorso, al numero di sessioni, al livello manageriale coinvolto e agli eventuali servizi integrativi.

Per questo motivo viene sempre previsto un primo colloquio conoscitivo, utile a definire una proposta coerente con il contesto e gli obiettivi.

Coaching vs mentoring vs consulenza: quali sono le differenze?

Sono tre approcci distinti, utili in situazioni diverse.

  • Consulenza: il consulente analizza una situazione e propone soluzioni basate sulla propria competenza ed esperienza. È particolarmente utile quando servono conoscenze tecniche o indicazioni operative.
  • Mentoring: il mentor mette a disposizione la propria esperienza in uno specifico ambito, offrendo orientamento e prospettive maturate nel tempo. Il focus è sul trasferimento di esperienza.
  • Coaching: il coach accompagna un processo di apprendimento e cambiamento. Attraverso osservazione e analisi, dialogo e sperimentazione, sostiene lo sviluppo della capacità decisionale, relazionale e organizzativa.

Il coaching è particolarmente utile quando le sfide riguardano leadership, relazioni, cambiamento o decisioni complesse. Quando invece servono competenze tecniche specifiche, può essere più appropriato il supporto di un consulente o di un esperto di settore.

Cos'e' il coaching neuroscience-based?

Il coaching neuroscience-based integra il metodo del coaching con le evidenze delle neuroscienze sul funzionamento del cervello, dei processi decisionali e dell’apprendimento.

Aiuta a comprendere come fattori come stress, attenzione, emozioni e percezione della sicurezza influenzino i comportamenti individuali e collettivi.

Questo consente di leggere con maggiore consapevolezza le dinamiche che emergono nei contesti organizzativi e di progettare interventi più coerenti con il modo in cui le persone apprendono e prendono decisioni.

L’obiettivo è utilizzare queste evidenze per supportare leadership, collaborazione, apprendimento e performance in modo sostenibile.

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